Dove va Foursquare e perché oggi è ancora più importante esserci

Scritto da il 2 febbraio 2014 Stampa


nextC’è stato un tempo in cui si correva a sbloccare i badge di Foursquare, in modo più o meno “lecito”; in cui si battagliava per conquistare o mantenere la mayorship dei locali preferiti; in cui ci si chiedeva a cosa servissero i punti e ci si rammaricava dell’assenza di Special.

Quasi ogni giorno c’erano novità da raccontare: partnership con grandi brand americani, nuove funzioni, modifiche nel design dell’app e del sito web, nuovi badge, voci di possibili acquisizioni e discussioni su chi, tra i vari competitor, avrebbe vinto la geolocal war.

Per quel che ci riguarda più direttamente, sono passate due Conferenze dei Sindaci di Foursquare, tre FoursquareDay, cinque percorsi Surfin’City; dal panorama globale sono scomparsi i competitor dell’epoca – Gowalla, Facebook Places, Google Latitude; è rimasto Yelp, ma la sua competizione con Foursquare sembra interessare pochi, e comunque non con la passione che circolava 12 mesi fa.

Se ne parla di meno, quasi nulla, eppure… (questo sarà un post lungo, portate pazienza).

E’ necessario comprendere il viaggio compiuto fino ad ora prima di affrontare la seconda parte di questo post, ovvero perché oggi è più importante essere su Foursquare di quanto non lo fosse 12 mesi fa.

Innanzitutto, da tempo non ci sono evoluzioni significative in Foursquare, di quelle che riempiono il feed di articoli che ne parlano, anche in italiano, pur non aggiungendo nulla di significativo alla notizia originaria. Le ultime evoluzioni sembrano piuttosto involuzioni:

  • il 7 luglio 2012 un articolo su Business Insider circa un recente redesign di Foursquare diede il via a una serie di scritti sulla “morte del check-in” e sulla nuova importanza data ai Consigli. Si disse che il check-in non era più l’elemento centrale del funzionamento dell’app, tanto che il relativo bottone era scomparso dal menu; si disse che questa mossa era finalizzata a contrastare Yelp e le sue recensioni. Ora, nella versione 7 distribuita da inizio dicembre 2013, il feed dell’app Foursquare non mostra più le “azioni” sui Consigli (pubblicazione e like) ma solo una sequenza infinita di check-in degli amici, con il risultato che la possibilità di scoperta di nuovi posti grazie alle recensioni dei propri contatti appare azzerata o fortemente limitata
  • il 18 luglio 2012 furono lanciati i Local Update (o Aggiornamenti Locali); erano un modo molto interessante per Brand e Commercianti di comparire nel flusso degli aggiornamenti in modo non invasivo. Ora, nella versione 7 già citata, i Local Update non sono più mostrati nel feed ma solo nella scheda della venue e senza una particolare evidenza, con il risultato che anche questa possibilità di promozione per Brand e Commercianti è stata azzerata
  • il 7 novembre 2013 Foursquare ha annunciato il ritiro di quattro tipi di Special su sette, cosa poi accaduta nel gennaio 2014. Il ritiro degli Special Flash, Mayor, Friends e Swarm è stato accolto con molto disappunto dagli utenti più fedeli e appassionati, tra cui i volonterosi nonché volontari SuperUser – anche se, in tutta onestà, per quanto sono stati utilizzati da Brand e negozianti in Italia forse potevano anche ritirarli tutti
  • in compenso il 23 luglio 2013 sono stati attivati anche in Italia i Promoted Update (le inserzioni a pagamento) dopo 12 mesi di test negli Stati Uniti. A quanto pare, da ora in avanti la visibilità su Foursquare è a pagamento
  • giusto per la cronaca, l’ultimo Partner Badge è del 6 novembre 2013 (MTV), l’ultimo City Badge è del 26 marzo 2013 (Detroit, a quattro mesi dal precedente), l’ultimo Badge ufficiale Foursquare è del 31 ottobre 2013 (Halloween) e l’unico Brand italiano che ha avuto il coraggio (e la capacità economica) di lanciare un partner badge è stata Vodafone Italia nel 2012
  • sempre giusto per la cronaca, il blog Foursquare ha traslocato su un più “spartano” Tumblr, dove trovano spazio notizie veloci e articoli di minor spessore rispetto all’ambiente precedente.

Negli ultimi due anni la fine di Foursquare è stata annunciata diverse volte, ad esempio nel gennaio 2013, quando un articolo su Forbes che citava una ricerca di PrivCo, la prevedeva entro il 2013; successivi articoli, come quello comparso su Business Week nell’aprile del 2013, valutavano in maniera negativa il finanziamento di 41 milioni di dollari perché ottenuto attraverso una parziale acquisizione del debito e quindi segno di un crollo imminente del geo-social network di New York.

In questi due anni Brand e Negozianti, preoccupati da quello che per loro era un basso numero di utenti (valutazione molto probabilmente veritiera, ma comunque mai sostenuta da numeri ufficiali di Foursquare), sono rimasti al palo, a meno di rare eccezioni, e hanno valutato che per pochi utenti non valesse la pena sperimentare e adottare una piattaforma gratuita di cui si stava parlando molto… Foursquare ha fatto in questi anni un cambiamento notevole. Ne farà ancora molti altri, ma di certo l’entusiasmo si è esaurito da tempo.

Ora, e arriviamo alla parte positiva, entriamo nella fase più interessante, quella in cui nel silenzio mette radici. E se Brand e Negozianti perdono anche questo treno…

Lo scorso agosto, chiacchierando al Meeting di Rimini con Luca Conti e poi a settembre al RomagnaCamp con Gianluca Diegoli circa il futuro di Foursquare, feci più o meno questa affermazione: “probabilmente il successo di Foursquare non avverrà nei modi e nella forma che ci aspettavamo alla Conferenza dei Sindaci, ma in modi diversi, quasi sottotraccia rispetto all’evidenza superficiale dei check-in, dei like, dei consigli…”. Un’affermazione non particolarmente avventata o coraggiosa, perché già c’erano segnali del fatto che raccolto l’interesse e un certo numero di utenti, l’obiettivo di Foursquare era consolidare la propria presenza a un livello infrastrutturale.

Vediamo alcuni altri dati:

E proprio queste ultime due informazioni confermano una prospettiva già annunciata a metà marzo 2011 (in un post che purtroppo non sembra essere più disponibile sul blog Foursquare) con il lancio del Venue Harmonization Project del quale ho scritto il 15 giugno 2011 nel post “Foursquare come piattaforma universale di geolocalizzazione?“: Foursquare vuole diventare IL database mondiale delle venue. Per la cronaca: al tempo le venue censite erano 15 milioni e le Pagine Gialle Canadesi (YellowAPI) strinsero un accordo con Foursquare per la concessione del loro Venue DB che ne conteneva 1,5 milioni.

Bene. Oggi la ricchezza di Foursquare è prima di tutto l’archivio delle venue: 60 milioni di “luoghi” che:

  • hanno una scheda anagrafica più o meno completa
  • contengono foto e recensioni delle persone (tra cui i miei amici)
  • sono suggeriti e segnalati online attraverso il check-in dei visitatori (tra cui i miei amici)
  • sono inseriti in liste di posti in cui recarsi per una visita o per un acquisto
  • sono valutati da un rating che tiene conto di tutte le azioni che ho appena elencato, e che quindi non ha niente a che fare con le stelline di Tripadvisor.

Non basta. Ognuno di quei “luoghi” è in ogni istante oggetto di un possibile suggerimento che Foursquare fa a ogni suo utente (prossimità permettendo) nel momento in cui apre l’app e “cerca” – dove andare a mangiare, cosa scoprire della città in cui si trova, ecc.

Non basta ancora. Grazie all’accordo con Microsoft annunciato due giorni fa, quei 60 milioni di venue potrebbero venire integrati con Bing. Ripeto: 60 milioni di venue che vivono di azioni giornaliere delle persone e che potrebbero avere integrato un bottone “Acquista”. Potrebbe davvero accadere? Perché no! In fondo, su questo tema Microsoft è debole rispetto a Google, che ha Google Maps e Google+ Local, e Foursquare ha un vantaggio su Google+ Local: il primo è piacevole, il secondo è triste.

Questo è/sarà il vero simbolo del “potere” e del successo di Foursquare, non il numero degli utenti e dei check-in (anche se ne ha bisogno): la completezza, la qualità e la ricchezza delle venue gestite nel suo DB

Completezza: ci sono o ci possono essere tutte le venue che interessano al business e agli utenti, anche i luoghi che mai si troveranno sulle Pagine Gialle. Qualità: la manutenzione collaborativa dei dati supervisionata dai SuperUser garantisce informazioni mediamente più corrette a un costo immensamente più basso e con una velocità di aggiornamento/correzione più alta di qualunque directory esistente. Ricchezza: assicurata da consigli, foto, like e confermata dal numero di visitatori e di check-in.

Sempre più applicazioni si appoggiano a Foursquare per geolocalizzare i propri contenuti: Instagram, Path, FoodSpotting, Untappd, Waze per citarne solo alcune. Questo significa “collocarsi su un livello infrastrutturale”: quando il tuo servizio diventa piattaforma su cui altri soggetti costruiscono ed erogano altri servizi. Microsoft con Bing e i luoghi censiti da Foursquare: se questo scenario si realizzerà non c’è dubbio che la Local Search su Bing sarà molto più attrattiva di Google, perché più social.

Chi oggi ha già provveduto a creare, ottimizzare, reclamare, eliminare i duplicati dei propri locali, raccogliere foto, recensioni, traffico su Foursquare si troverà avvantaggiato; tutti gli altri devono affrettarsi (senza dimenticare comunque Google+ Local).

Se sarà così, il numero degli utenti Foursquare sarà un argomento da affrontare al bar tra una partita di briscola e l’altra, sempre che non ci sia altro di più intrigante :)

(Ah, e comunque potremmo essere smentiti domani…)

Foto in Creative Commons di Sarah Reid

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5 commenti

  1. Alessandra Granaudo, 6 febbraio 2014 Rispondi

    Da neo-foursquerizzata mi viene da dire che la forza di Foursquare è negli utenti e nel loro irrefrenabile bisogno di condivisione: l’aver a disposizione una sorta di guida interattiva e in costante aggiornamento alimenta la curiosità dell’utente “viaggiatore”.
    Se solo si trovasse un meccanismo concreto attraverso il quale l’attività commerciale possa agganciare a sé l’utente – la prenotazione/ordinazione al ristorante ne sarebbe già un bell’esempio – e non lasciarlo passare alla venue/tappa successiva del suo “viaggio”, allora Foursquare l’ avrebbe già vinta anche su Google+, che nel frattempo però prosegue a passo sicuro alla conquista della social-geolocalizzazione!

    Grazie Roberto per il dettagliato post sulle passate evoluzioni di Foursquare e sui suoi possibili sviluppi futuri

  2. Dove va Foursquare e perché oggi &egrave..., 7 febbraio 2014 Rispondi

    […] Il percorso compiuto fino ad ora da Foursquare alla luce del recente investimento da parte di Microsoft. E qualche idea sul suo futuro  […]

  3. Roberto Cobianchi, 7 febbraio 2014 Rispondi

    Grazie per il tuo commento, con il quale sono totalmente d’accordo con te, Alessandra.
    Da tempo manca a Foursquare l’anello che congiunge il check-in al registratore di cassa, o almeno le sperimentazioni e le partnership già attive negli USA non sono mai arrivate in Italia. Anche perché probabilmente non c’è in Italia l’interlocutore giusto…
    Roberto

  4. In arrivo Swarm, la nuova app di Foursquare, 2 maggio 2014 Rispondi

    […] mossa conferma quello che scrivevo a inizio febbraio sull’importanza di essere su Foursquare… e ora aspettiamo […]

  5. La geolocalizzazione tra Foursquare e Swarm, 22 maggio 2014 Rispondi

    […] di tutti i servizi web e mobile basati sulla geolocalizzazione (direi che, con buona probabilità, Microsoft sapeva di investire in un Foursquare ripulito dalle “pastoie” del […]


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