Foursquare per gli Ospedali

Scritto da il 24 luglio 2012 Stampa


Ultimamente mi è capitato, in qualche occasione, di trovarmi in ospedale per vari motivi: la nascita di un bimbo, un esame, una visita a qualche amico… E ogni volta, la mano già pronta sull’iPhone per fare check-in su Foursquare, cominciavo a immaginare i commenti degli amici (“Stai bene??” – “Cosa ci fai in ospedale?” – “Qualcuno sta male?”), e alla fine ho deciso, tutte le volte, di non fare check-in.

Di solito, le persone si geolocalizzano nei posti in cui hanno piacere di trovarsi; il check-in è un modo per dire: “Ehi! Sono qui e sono contenta di fartelo sapere”. L’ospedale non rientra certo in questo tipo di venue, a parte alcune situazioni molto specifiche.

Se ci fermiamo qui, sembrerebbe che non ci sia futuro per il connubio tra gli ospedali e i servizi di geolocalizzazione; eppure…

Eppure la cosidetta “mobile audience” esiste, e cresce vertiginosamente. Chiediamoci allora: come un ospedale può coinvolgerla? E viceversa, come le persone possono usare i loro cellulari per interfacciarsi con una struttura ospedaliera?

Guardare a quello che succede in USA, anche questa volta, aiuta – ho sempre pensato che il ritardo cronico-culturale dell’Italia può avere anche dei vantaggi ;). Negli ospedali statunitensi, tante persone fanno check-in – prendo un ospedale a caso, il New York Hospital Queens, che ha quasi 6.000 check-in -, e lasciano tip o commenti: sia positivi, che negativi. Questo succede anche se la/le venue dell’ospedale non sono state ufficialmente richieste in gestione (“claim”) da personale autorizzato. Essere fuori da Foursquare vuol dire non sapere, ma un non sapere che assomiglia allo struzzo con la testa nella sabbia; essere dentro vuol dire non solo sapere, ma anche poter entrare in conversazione con gli utenti.

Un altro esempio? Il Boston Children’s Hospital: quasi 7.000 check-in, oltre 40 foto caricate dagli utenti e 19 tip, dal dove si trovano i giochi da tavolo disponibili per i piccoli pazienti, a quali sono gli ascensori da prendere per raggiungere certi piani.

Vediamo allora alcuni possibili utilizzi di Foursquare: qualcuno più futuribile e fantascientifico di altri :)

Customer Relation Management

So che questa definizione non si adatta molto bene a un ospedale, dove è difficile parlare di clientela… Comunque: ecco come potrebbero essere usati gli strumenti che Foursquare mette gratuitamente a disposizione.

  • ACCOUNT – si potrebbe aprire un account ufficiale della struttura ospedaliera, che commenta i check-in dell’utente per sapere se ha incontrato problemi, se ha trovato lo studio dove deve andare, o anche solo facendo gli auguri di pronta guarigione. Un modo per costruire e/o mantenere la relazione con le persone della community
  • SPECIAL – si potrebbero creare degli Special per chi fa check-in per la prima volta in ospedale: offrendo uno sconto per il bar / caffetteria o un coupon per il parcheggio. Per quanto possa sembrare strano, potrebbe fidelizzare le persone (non tanto all’ospedale ma, se e quando si ritroveranno in ospedale, a un servizio esterno collegato all’attività della struttura). Si potrebbe anche aggiungere uno Special dedicato ai neo-genitori!
  • BRAND PAGE E LISTE DI TIP – gli ospedali possono essere considerati venue complesse, paragonabili alle università. Si potrebbero pubblicare tip informativi per aree sensibili o per situazioni particolari: orari di uffici, ritiro di un documento, il percorso tra gli uffici per i neo genitori…

Servizi evoluti

Ora prendiamo un luogo – l’ospedale e la sua struttura fisica -, le persone che ci lavorano – il personale sanitario e medico – e quelle che si recano presso la struttura per ricevere assistenza – i pazienti. Se uniamo i Location Based Services a questa “ricetta”, cosa potrà mai venire fuori?

In un futuro forse non troppo lontano, si potrebbe realizzare l’integrazione delle ricette mediche per quando l’utente si trova in farmacia: una piattaforma potrebbe riconoscere il check-in presso una venue “farmacia” e dallo stesso check-in il paziente potrebbe accedere a un memo, scritto dal medico, per ricordarsi cosa acquistare o cosa chiedere al farmacista.

In quello stesso futuro, si potrebbero usare gli LBS per tracciare, ad uso interno, il personale medico: dove si trova il tal medico in questo momento? Qual è il cardiologo più vicino al quarto piano del Padiglione A, dove sarebbe urgente averne uno? Quanto è fisicamente distante il medico che ha in cura questo paziente?

Ora che Foursquare ha lanciato Connected Apps, la piattaforma che consentirà ai developer di sviluppare direttamente all’interno di Foursquare utilizzando le sue API e di connettere le proprie Applicazioni direttamente a Foursquare, la creazione di servizi evoluti appare più vicina e più possibile che mai. Da una parte, grazie al check-in su Foursquare le persone potranno scoprire altre azioni non native di Foursquare che sarà possibile compiere in quel luogo, in quel dato momento; dall’altra, si potrà far scoprire la propria app dal di dentro di un servizio, anzi di un social network, già adottato da un numero sempre crescente di persone.

Ostacoli all’adozione e criticità

E’ chiaro che i problemi ci sono, e non sono pochi: primo fra tutti, il delicato tema della privacy. Ma il problema esiste anche oggi, e pure senza l’utilizzo di nessuna tecnologia! Basta pensare a certi ambulatori ospedalieri in cui il personale convoca i pazienti urlando nome e cognome, o ai Pronto Soccorso in cui le persone sono costrette a descrivere i sintomi ad alta voce, dentro affollate sale d’aspetto, attraverso un vetro spesso qualche centimetro…

Un altro aspetto è quello culturale: ancora molte persone sono lontane da questi strumenti. Ma è pur vero che gli utilizzatori di smartphone e di LBS sono in rapida e costante crescita; a un certo punto (già ora?) questo elemento non potrà più essere trascurato.

Occorre poi considerare che, giustamente, in molti ospedali ci sono zone in cui non è possibile usare il cellulare; ma anche questo ostacolo è facilmente superabile, perché ci sono altre zone, solitamente fisse, in cui invece l’uso dello smartphone è consentito: le hall, le sale d’aspetto, la caffetteria…

Un ulteriore problema è rappresentato dalla scarsa dimestichezza che le strutture ospedaliere hanno con i nuovi media e dalle poche, pochissime risorse ad essi dedicate. Oggi è già tanto se un ospedale è presente su Facebook e Twitter… e Foursquare sembra ancora molto lontano. In questo senso, anche se un po’ datata (gennaio 2011), è molto interessante l’indagine che dimostra come, su oltre 700 venue americane di tipo ospedaliero, il claim da parte delle strutture avesse una percentuale molto bassa (meno del 10%). Ma anche l’attuale distanza dai Social Media è una situazione che, in generale, credo dovrà cambiare.

Concludo segnalando la lista dei Medici di base di Bologna, una bella iniziativa dal basso che dovrebbe stimolare quanto meno la discussione su cosa possono fare i servizi basati sulla geolocalizzazione per la sanità.

Foto di John Brooks

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