Città 2.0: archivi fotografici e segnalazioni geolocalizzate

Scritto da il 14 ottobre 2011 Stampa


Una cosa che mi ha sempre affascinato di Foursquare e dei nuovi media in generale, è la molteplicità di usi che se ne può fare. Il loro potenziale è forse più limitato dalla nostra immaginazione che non dalla tecnologia stessa, e ci avvicineremmo di più al futuro se sfruttassimo al meglio ciò che già possiamo usare.

Sappiamo quello che Foursquare ci consente di fare: aggiungere venue al database, caricare immagini, lasciare tip; adesso si possono fare liste… e tanti altri di certo ne usciranno. Ciò significa che, quando facciamo un check-in, utilizziamo solo una minima parte di quello che la piattaforma ci mette a disposizione.

Pensare a come usare Foursquare in modi creativi, diventa un bell’esercizio da cui potrebbero nascere nuove idee da applicare anche a realtà al di fuori di Foursquare.

Qualche mese fa camminavo per Recco e ho notato alcune targhette e foto sui muri del centro che mostrano come certe zone della città (vie, piazze o palazzi) si presentavano agli occhi della gente della prima metà del Novecento. L’ho trovato molto interessante, soprattutto in un posto, come Recco, che è stato raso al suolo dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nello stesso periodo, un amico mi aveva mandato un link che mostrava bellissime stazione ferroviarie americane che sono state rase al suolo per far spazio ad altro.

L’idea mi è piaciuta, e mi sono messo a fare l’upload di qualche vecchia foto in giro per Bologna: una piazza dell’Unità del secolo scorso con una macchina ed un tram; una foto di via Riva di Reno con il Reno ben visibile, e via dicendo. La mia personale performance si è conclusa lì. Ma l’idea di avere a portata di telefonino un’archivio fotografico di com’era una città potrebbe essere molto interessante; ad esempio, si potrebbero sfruttare queste feature per creare percorsi turistici. Magari con partnership che possono mettere a disposizione le foto e creare percorsi diversi su come sono cambiate le nostre città.

Un altro servizio che, prendendo spunto dai tip di Foursquare, potrebbe essere sfruttato ulteriormente è quello dei commenti user-generated geolocalizzati. Anche in questo caso l’idea mi è arrivata dall’esterno, mentre leggevo l’articolo “Udine, i cittadini segnalano i problemi. Un clic da casa e la strada si aggiusta“. Il collegamento con Foursquare è stato immediato, considerando che, insieme a Google Maps, è il simbolo dei servizi location-based.

Quest’ottima iniziativa del Comune di Udine mi ha fatto riflettere sui vantaggi di un canale aperto che sfrutta la georeferenziazione, dove gli utenti-cittadini possono avere un rapporto diretto con le amministrazioni. Non solo per segnalare problemi, ma anche per creare un dialogo aperto e costante; un luogo dove si possano lasciare suggerimenti, tip appunto, su come migliorare una certa area, o indicare quali siano i problemi percepiti dagli abitanti, e perché no, proporre soluzioni. Un approccio bottom-up anche in questo campo.

E, come accennavo poco tempo fa, tutto questo fa parte di un concetto di città 2.0 che in alcuni suoi tratti già esiste.

Foto di Laurynas M.

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5 commenti

  1. Mattia, 14 ottobre 2011 Rispondi

    Davvero delle belle idee! Sarebbero da realizzare subito per dare maggior valore a degli strumenti che, almeno per adesso, in molti considerano dei semplici passatempo per nerd.

    Post molto interessante complimenti!

  2. Marco, 14 ottobre 2011 Rispondi

    Ciao Mattia,

    grazie mille per il commento positivo. Bisognerebbe davvero iniziare a realizzarle, e appunto parlare ed “educare” sulle nuove tecnologie, troppo spesso viste come cose di cui aver paura (e da nerd, esattamente) invece che da sfruttare.
    Poi sono sempre dell’idea che basta sfruttare ciò che giò abbiamo. Mi ricorderò sempre che qualche anno fa un mio amico americano mi venne a trovare e appena arrivato sapeva già un po’ di italiano. Gli chiesi se avesse fatto un corso e lui mi disse: “No, ma nelle ultime due settimane mi sono ascoltato dei podcast per iniziare ad impararlo”. Ecco, anch’io all’epoca avevo un iPod ma ci ascoltavo solo la musica e non avevo mai pensato a poterlo usare per imparare un’altra lingua, adesso lo faccio.

    Sono in un mood stranamente ottimista ultimamente :)

    • Mattia, 18 ottobre 2011 Rispondi

      ti andrebbe di scrivere un guest post per WikiCulture.net su come Foursquare possa cambiare la nostra percezione collettiva dei luoghi?

      • Marco, 18 ottobre 2011 Rispondi

        Sì dai. Puoi contattarmi via email così ne parliamo. marco[punto]demartini[at]gmail[punto]com

  3. Città 2.0: archivi fotografici e segnalazioni geolocalizzate | I love Foursquare | Scoop.it, 14 ottobre 2011 Rispondi

    […] Città 2.0: archivi fotografici e segnalazioni geolocalizzate Una cosa che mi ha sempre affascinato di Foursquare e dei nuovi media in generale, è la molteplicità di usi che se ne può fare. Source: http://www.foursquareitalia.org […]


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