Foursquare e l’influenza dei check-in

Scritto da il 6 giugno 2011 Stampa


L’interesse per Foursquare cresce di continuo, inutile negarlo. Anche in Italia, dove i numeri degli utenti sono ancora bassi, i brand tendono a considerare la possibilità di affacciarsi sul mondo della geolocalizzazione.

La crescita costante dei possessori di smartphone, come ci riporta l’Osservatorio Multicanalità, ci porterà nel 2011 ad avere più del 50% di utenze smartphone sul totale delle utenze mobile, con una distribuzione abbastanza equilibrata tra uomini e donne (a dicembre 2010 si contava il 58% di uomini), con un tasso di penetrazione già superiore al 50% nella popolazione con età inferiore ai 35 anni e con una età media complessiva intorno ai 42 anni (48 anni tra i possessori di cellulari).

L’utilizzo di servizi e applicazioni che in un qualche modo sono legati alla geolocalizzazione è al terzo posto tra le attività svolte su smartphone, dopo la navigazione internet e la consultazione della mail. Sempre grazie all’Osservatorio Multicanalità scopriamo che tra 10 diversi tipi di iniziative di comunicazione o di pubblicità la più gradita è quella che si svolge sul punto vendita.

In questi mesi di sperimentazione e di osservazione su come Foursquare ha vitalizzato questo spazio, di approfondimento su questo Osservatorio e di presentazioni a convegni e in aziende, abbiamo consolidato la percezione avuta oramai più di 12 mesi fa sulle enormi potenzialità di Foursquare.

La pratica del check-in influenza il processo decisionale che porta all’acquisto, in un luogo piuttosto che in un altro, di una marca invece che un’altra, in un certo giorno/orario e non il giorno prima o dopo. Questo accade già oggi, anche se i titolari degli esercizi commerciali o le grandi marche non fanno quasi nulla!

Il check-in di un amico ti dice che esiste un certo bar; il messaggio nel check-in e il consiglio ti suggeriscono di considerare quel bar perché c’è qualcosa che può interessare anche te e puoi appuntarlo tra le cose da fare, così che quando ti capitasse di essere nelle vicinanze di quel bar potresti considerare di fermarti lì e non a quello di fronte. E’ un tipo di “consapevolezza della marca” molto più profondo del semplice acquisto spinto dalla offerta speciale o dallo sconto promozionale.

Per chiudere, una nota di colore sempre sul tema dell’influenza dei check-in. Il The Sunday Times ha rilasciato alcune settimane fa Social List per misurare la propria influenza “sociale” e ottenere il proprio ranking nella classifica generale dei nostri amici/follower su alcuni social network. Tanti hanno già creato strumenti di questo genere basati su algoritmi di vario genere, ma per la prima volta, che io sappia, viene considerato come elemento capace di influenzare la propria rete anche l’attività su Foursquare.

Non si sa quali siano i criteri, se la dimensione della rete oppure la quantità dei check-in, ma se questa valutazione fosse basata anche sul numero dei consigli lasciati sulle venue si potrebbe ottenere conferma di quanto detto sopra.

I numeri Scenari ,

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